Magrathea: differenze tra le versioni
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Versione delle 10:39, 20 nov 2025
Anticamente, nelle nebbie del tempi più remoti, nei grandi giorni gloriosi dell'ex Impero Galattico, la vita era selvaggia, aspra e forte, e in gran parte esentasse.
Possenti astronavi navigavano tra soli esotici, cercando avventura e fortuna tra i più lontani meandri dello spazio galattico. In quei tempi gloriosi gli animi erano coraggiosi, le poste erano alte, gli uomini erano veri uomini, le donne erano vere donne, e le piccole creature pelose di Alpha Centauri erano vere piccole creature pelose di Alpha Centauri. E tutti osavano affrontare ignoti orrori, compiere grandiose imprese, azzardare a testa alta anacoluti che nessuno aveva mai azzardato prima: fu così che fu foggiato l'Impero.
Molti uomini naturalmente diventarono ricchissimi, ma questo era perfettamente naturale e non c'era affatto da vergognarsene, anche perché nessuno era veramente povero, o almeno, nessuno degno di un minimo di considerazione. E per tutti i commercianti più ricchi e più arrivati, la vita cominciò, inevitabilmente, a diventare noiosa e scipita. Essi pensarono a un certo punto che la colpa fosse dei mondi che avevano conquistato: nessuno era del tutto soddisfacente. O il clima non era tanto buono nel tardo pomeriggio, o la giornata era di mezz'ora troppo lunga, o il mare aveva la sfumatura di rosa sbagliata.
E così si crearono le condizioni per inaugurare un nuovo, sconcertante tipo d'industria specializzata: la fabbricazione su ordinazione di pianeti di lusso. La sede di tale industria era il pianeta Magrathea, dove gl'ingegneri iperspaziali succhiavano materia attraverso i buchi bianchi dello spazio e le davano la forma di pianeti di sogno: pianeti d'oro, pianeti di platino, pianeti di soffice gomma con un sacco di terremoti. Pianeti costruiti con cura e con amore perché rispondessero alle aspettative degli uomini più ricchi della Galassia, che erano abbastanza esigenti. Questa speculazione fu così riuscita, che ben presto Magrathea divenne il pianeta più ricco di tutti i tempi, e il resto della Galassia si ridusse in squallida povertà. E così il sistema crollò, l'Impero andò in sfacelo, e su più di un miliardo di mondi affamati calò un cupo silenzio, disturbato soltanto dal lieve rumore delle penne degli studiosi che di notte faticavano su piccoli mediocri trattati di economia politica programmata.
Magrathea stessa scomparve e il suo ricordo passò presto nelle tenebre della leggenda. Ora, in questi tempi illuminati, nessuno più, ovviamente, crede a un briciolo di quella leggenda.