Agrajag
Agrajag è una sfortunata creatura il cui destino sembra essere quello di reincarnarsi continuamente e, in ogni sua reincarnazione, per una serie di assurde coincidenze, essere incidentalmente uccisa da Arthur Dent.
La sua prima apparizione è nel primo libro della serie, dove ha la forma di un vaso di petunie. Agrajag compare numerose volte nel corso dell'opera e ogni volta viene inavvertitamente ucciso da Arthur Dent. Nonostante la sua frequente presenza, sia il lettore che Arthur Dent rimangono inconsapevoli dell'esistenza di Agrajag, fino a quando questi non rivela la propria identità nel terzo libro della serie: La vita, l'universo e tutto quanto.
Normalmente, ogni essere vivente è del tutto inconsapevole delle proprie vite precedenti, ma a causa della costante presenza di Arthur Dent al termine della propria vita, Agrajag acquisisce coscienza di tutte le sue esistenze passate, e comincia a provare un odio ossessivo nei confronti dello stesso Dent, che ritiene responsabile di ogni sua dipartita.
Ne La vita, l'universo e tutto quanto, Agrajag riesce a teletrasportare Arthur Dent in una "Cattedrale dell'Odio" da lui costruita, dove sono presenti tutte le lapidi commemorative della morte di ognuna delle sue incarnazioni per mano di Arthur Dent, nonché una statua enorme e mostruosa dello stesso Dent, coperta degli insulti di Agrajag.
La creatura, che al momento ha il corpo di un enorme pipistrello deforme, accusa Arthur Dent di averlo ucciso innumerevoli volte, e dichiara di volerlo uccidere. Nella conversazione si scopre però che Dent non è ancora stato in uno dei luoghi dove Agrajag è morto per mano sua, quindi uccidere Dent sarebbe impossibile dal punto di vista logico. Agrajag tenta comunque di compiere la sua vendetta, e rimane ucciso nel tentativo.
La sua ultima comparsa avviene in Praticamente innocuo dove, come anticipato nel terzo libro della serie, viene ucciso da un proiettile che Arthur Dent riesce a schivare.